martedì 15 febbraio 2011

Appello ai movimenti apartitici

APPELLO AI MOVIMENTI APARTITICI
2 febbraio 2011 / autore: Raffaele Di Monda
Stranamente, alle porte delle elezioni amministrative per Napoli si affacciano alla politica cittadina sempre più numerose formazioni politiche, che si definiscono apartitiche, impegnate alla scalata di Palazzo S. Giacomo: “Civicrazia”, “Napoli c’è”, “Napoli per Napoli”, per menzionare quelle più recenti. Finora, nessun programma, ma neppure un progetto. Formazioni spontanee di cittadinanza attiva?  Ad esse di aggiunge il Presidente del Calcio Napoli Aurelio De Laurentiis, che ha fatto guadagnare al Napoli, ma ha anche tanto guadagnato grazie a Napoli, che presenta almeno cinque progetti di dubbia fattibilità. Vi dico in breve perché.

1.      Il Gran Premio di Formula 1 a Napoli. Da due anni viene negata analoga autorizzazione a Roma, perché in Italia esiste già il circuito di Monza, come potrebbe essere realizzato il progetto a Napoli? Il Presdiente De Laurentiis risponde: “Se c’è una regola che lo vieta, cambiamo le regole”. Io direi che prima si cambiano le regole (tra l’altro si competenza degli organi sportivi) e poi si possono proporre dei progetti, altrimenti si parla di qualcosa di irrealizzabile, illudendo i destinatari del messaggio.

2.      Gli scavi di Pompei. Senza togliere importanza ad uno dei siti archeologici più famosi al mondo, credo che chiunque aspiri a diventare sindaco di Napoli dovrebbe prima di occuparsi delle priorità e delle emergenze che richiedono la città e i cittadini.

3.      Il progetto Waterfront. L’idea di De Laurentiis di rendere il lungomare di Mergellina come quello di Cannes va ad aggiungersi ad altri numerosi progetti elaborati negli ultimi quaranta anni, tra cui quello del PIN – Programma Innovazione Napoli, ma non può che scontrarsi con l’ostracismo della Sovrintendenza, rilevante particolare che bisogna conoscere se ci si candida a sindaco.

4.      Il restyling dello Stadio S. Paolo. Come tutti sanno, lo stadio è di proprietà del Comune, che certo deve dare la priorità alle politiche sociali, prima di investire in altri settori. La scelta del Comune potrebbe essere quella di dare lo stadio S. Paolo in concessione gratuita x 99 anni alla società Calcio Napoli per una ristrutturazione che preveda anche la creazione di un centro commerciale, di ristoranti, cinema, ecc., come è avvenuto a Torino.

5.      Insediamenti a Napoli est. Di qualunque cosa si tratti, dovrà avere i caratteri della progettualità e concretezza programmatica. E, in ogni caso, non bisogna dimenticare la riqualificazione del centro storico prima di prevedere nuovi investimenti.

Mi rivolgo, allora, a tutti i movimenti che si definiscono liberi e non partiticizzati, chiedendo loro di accettare un confronto sui rispettivi programmi, un vero e proprio appello a tutti a scambiare le loro idee con le nostre, a far convergere le loro idee e ad unirsi a noi. Se veramente saranno liberi da condizionamenti, si uniranno a noi, che non siamo figli di nessun partito, in modo da creare un grande polo.

Nella speranza di poter realizzare insieme quello che è il bene per Napoli, attendo un vostro contatto.

Raffaele Di Monda

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